Dal primo novembre  trovano completa attuazione tutte le modifiche al subappalto introdotte dal DL semplificazioni e pertanto si avrà una liberalizzazione generalizzata del subappalto salvo disposizioni speciali stabilite dalla Stazione Appaltante negli atti di gara e adeguatamente motivate.

L’art. 49, comma 2, del D.L. n. 77 del 31 maggio 2021 convertito in legge 108/2021, nell’ottica di adeguare la disciplina del subappalto alla normativa comunitaria (la Corte di giustizia europea in più occasioni è intervenuta sull’argomento  – decisioni 26 settembre 2019 – C63/18; 27 novembre 2019 – C402/18; 30 gennaio 2020 – C395/18 – evidenziando l’incompatibilità della normativa italiana con il diritto comunitario) ha profondamente modificato l’art 105 del Codice Appalti prevedendo una serie di modifiche che dal primo novembre entrano definitivamente in vigore.

Dal  1 giugno 2021

A) è previsto l’obbligo per il subappaltatore di garantire gli stessi standard qualitativi e prestazionali previsti nel contratto di appalto e riconoscere ai lavoratori un trattamento economico e normativo non inferiore a quello che avrebbe garantito il contraente principale, inclusa l’applicazione dei medesimi contratti collettivi nazionali di lavoro, qualora le attività oggetto di subappalto coincidano con quelle caratterizzanti l’oggetto dell’appalto ovvero riguardino le lavorazioni relative alle categorie prevalenti e siano incluse nell’oggetto sociale del contraente principale. ( previsione questa che sostituisce il precedente limite di ribasso)

B) è sanzionata con la nullità la cessione del contratto  o di affidamento a terzi dell’integrale esecuzione delle prestazioni  o delle lavorazioni oggetto del contratto ,  nonche’ la prevalente esecuzione  delle  lavorazioni  relative  al  complesso delle categorie prevalenti e dei  contratti  ad  alta  intensita’  di manodopera.

Dal 1 novembre 2021

A) cade ogni limite quantitativo (introdotto dapprima dal comma 2 dell’art 105 nel 30% e successivamente elevato al 40% dal DL 32/2019 e al 50% dal DL 77/2021 ).  Le stazioni appaltanti, tuttavia, potranno indicare nei documenti di gara – previa adeguata motivazione nella determina a contrarre, eventualmente avvalendosi del parere delle Prefetture competenti – le prestazioni o le lavorazioni oggetto del contratto di appalto da eseguire a cura dell’aggiudicatario in ragione:

– delle specifiche caratteristiche dell’appalto, ivi comprese quelle delle categorie superspecialistiche di opere (di cui all’art. 89 comma 11 del codice dei contratti pubblici);

– dell’esigenza, tenuto conto della natura o della complessità delle prestazioni o delle lavorazioni da effettuare, di rafforzare il controllo delle attività di cantiere e più in generale dei luoghi di lavoro e di garantire una più intensa tutela delle condizioni di lavoro e della salute e sicurezza dei lavoratori;

– dell’esigenza di prevenire il rischio di infiltrazioni criminali, a meno che i subappaltatori siano iscritti nelle cosiddette white list (ex comma 52 dell’art.1 della legge 6 novembre 2012, n. 190), ovvero nell’anagrafe antimafia (ex art.30 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito in legge 15 dicembre 2016, n. 229);

B) è stabilita la responsabilità in solido del contraente principale e del subappaltatore nei confronti della Stazione Appaltante in relazione alle prestazioni oggetto del contratto di subappalto.

La nuova normativa si pone quindi in linea con le indicazioni europee rimettendo alle Stazioni Appaltanti la facoltà di prevedere in base ai parametri indicati le lavorazioni che possono  essere realizzate solo dall’aggiudicatario.

scheda modifiche art. 105