MISURE VARIE

(Decreto Legge 17 marzo 2020 n. 18)

Fondo per il reddito di ultima istanza (art. 44)

Viene istituito un apposito fondo in favore di tutti i lavoratori danneggiati dall’epidemia da Covid 19 tra i quali rientrano quindi i professionisti iscritti a casse private. La misura si rivolge a coloro che hanno cessato, ridotto o sospeso  la propria attività.

Le modalità di attuazione del Fondo per il reddito di ultima istanza dovranno essere stabilite entro 30 gg dalla pubblicazione del decreto  con un decreto attuativo del ministero del lavoro di concerto con quello dell’Economia e  in accordo con le associazioni delle Casse professionali.

Con decreto interministeriale del 28 marzo 2020 sono state precisate le modalità di attribuzione della misura. Il reddito di ultima istanza sarà attribuito anche ai lavoratori autonomi e ai professionisti iscritti a casse private nell’importo stabilito di euro 600,00 .

L’aiuto sarà riconosciuto:

  1. a coloro che abbiano percepito nell’anno di imposta 2018 un reddito complessivo non superiore a 35.000,00 euro;
  2. a coloro che nello stesso periodo abbiano percepito un reddito compreso tra 35.000,00 e 50.000,00 euro e nel primo trimestre del 2020 abbiano cessato l’attività o l’abbiano ridotta di almeno il 33% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente a causa dell’emergenza sanitaria.

Rimborso dei contratti di soggiorno e restituzione dei biglietti per spettacoli (art. 88)

Il Comma 1 dell’articolo estende le disposizioni di cui all’art. 28 del DL n. 9/2020 anche ai contratti di soggiorno per i quali si sia verificata l’impossibilità sopravvenuta della prestazione a seguito dei provvedimento adottati ai sensi dell’art. 3 del DL n. 6/2020 e quindi coloro che non hanno potuto usufruire dei soggiorni avranno il rimborso o un voucher di pari importo.
Analogamente la sopravvenuta impossibilità della prestazione (art. 1463 cc) in relazione ai contratti di acquisto di titoli di accesso per spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali , e di biglietti di ingresso ai musei e agli altri luoghi della cultura comporterà la conseguenza che i soggetti acquirenti potranno presentare, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, apposita istanza di rimborso al venditore, allegando il relativo titolo di acquisto. Il venditore, entro trenta giorni dalla presentazione della istanza di cui al primo periodo, provvede alla emissione di un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro un anno dalla emissione.
Le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 si applicano fino alla data di efficacia delle misure previste dal decreto del Presidente del Consiglio 8 marzo 2020 e da eventuali ulteriori decreti attuativi emanati ai sensi dell’articolo 3, comma 1, del decreto legge 23 febbraio 2020 n. 6″ (comma 4 art. 88).

Disposizioni in materia di ritardi o inadempimenti contrattuali (art. 91)
L’art. 91 contiene due previsioni di particolare interesse per i rapporti contrattuali.
La prima, di carattere generale, riguarda la responsabilità del debitore. L’art. 1218 c.c. prevede che “Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato dall’impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile”.
L’art. 91 aggiunge il comma 6bis all’art 3 del DL n. 6/2020 prevedendo e precisando che il rispetto delle misure di contenimento da Covid-19 è sempre valutato ai fini dell’esclusione della responsabilità del debitore, anche ai fini dell’applicazione di eventuali decadenze o penali connesse a ritardati o omessi adempimenti.
Il secondo capoverso dell’art. 91 si rivolge invece al settore degli appalti pubblici estendendo la previsione di erogazione dell’anticipazione del 20% del prezzo del contratto pubblico (erogazione che la stazione committente è tenuta ad effettuare entro 15 gg dall’inizio dell’effettiva prestazione) anche ai casi di affidamento in via d’urgenza.

NOVITÁ IN MATERIA SOCIETARIA
Bilanci societari, rinvio al 31 luglio (Articolo 106)
È prevista la possibilità per tutte le società di capitali di convocare l’assemblea di approvazione del bilancio entro 180 (anziché 120) giorni dalla chiusura dell’esercizio.
Inoltre, soci e azionisti potranno intervenire in assemblea ed esprimere il proprio voto con modalità telematiche, anche in deroga alle disposizioni statutarie. Al riguardo, non è necessario che il presidente, il segretario o il notaio si trovino nello stesso luogo. Come chiarito inoltre dal Consiglio Notarile di Milano, con la massima n. 187 dell’11 marzo 2020, l’intervento da remoto può riguardare la totalità dei partecipanti alla riunione fermo restando che nel luogo indicato nell’avviso di convocazione deve trovarsi il segretario verbalizzante (o il notaio). Per le sole S.r.l. è consentita l’espressione del voto tramite consultazione scritta o per consenso espresso per iscritto.
Le società quotate, quelle ammesse al sistema multilaterale di negoziazione, le banche popolari e le banche di credito cooperativo possono ricorrere – per le assemblee ordinarie e straordinarie – all’istituto del rappresentante designato.
Tali deroghe operano con riguardo a tutte le assemblee convocate entro il 31 luglio oppure in data successiva se lo stato di emergenza dovesse proseguire.