17 aprile 2020

Si parla molto in questi giorni della necessità di procedere ad una riapertura delle attività produttive. Esigenza più che sentita dagli operatori economici, che deve però essere opportunamente valutata in relazione all’evoluzione dell’emergenza sanitaria.

Come noto a causa degli effetti prolungati dell’epidemia derivanti anche dall’elevato numero dei contagi, è stato da ultimo deciso con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM 10 aprile 2020) di prorogare e integrare fino al 3 maggio 2020 l’efficacia delle misure di contenimento  già previste dai precedenti DPCM dell’8, 9, 11 e 22 marzo, e del 1° aprile.

Continuano pertanto ad essere sospese le attività del commercio al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, oltre che tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate negli allegati ad decreto stesso. (per una più ampia valutazione si rimanda al documento sulle misure per prevenire e contrastare la diffusione del coronavirus a cura dell’Ufficio Studi della Camera dei Deputati)

https://www.camera.it/temiap/documentazione/temi/pdf/1203754.pdf?_1586214892715

In ogni caso, in vista di una possibile riapertura, nei modi e nei tempi che verranno decisi dal governo o dalle autorità locali in ragione delle evidenze sanitarie, le imprese dovranno adottare adeguate misure di distanziamento sociale e di prevenzione della diffusione del contagio.

Tali misure potranno essere oggetto di precise disposizioni governativa ma, nell’attesa, è possibile cominciare a prevedere l’organizzazione aziendale partendo dalle indicazioni contenute nel “Protocollo per la sicurezza nelle aziende” sottoscritto in data 14 marzo 2020 da sindacati e associazioni di categoria, che elenca una serie di attività e di precauzioni  volte a contrastare e prevenire la diffusione del virus nei luoghi di lavoro che possiamo cosi riassumere:

  • Informazione

Il protocollo prevede che l’azienda, attraverso le modalità più idonee ed efficaci, informi tutti i lavoratori e chiunque entri in azienda circa le disposizioni delle Autorità, consegnando e/o affiggendo all’ingresso e nei luoghi maggiormente visibili dei locali aziendali, appositi depliants informativi circa l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5 ) o altri sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria, nonchè di rispettare le indicazioni dell’autorità stessa e del datore di lavoro.

  • Ingresso in azienda

Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro, potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea. L’ingresso non sarà consentito ai soggetti con temperatura superiore ai 37,5° e a chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS .

  • Limite ai contatti con i fornitori esterni

Per l’accesso di fornitori esterni si devono individuare procedure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto con il personale. Per fornitori/trasportatori e/o altro personale esterno sarà necessario individuare/installare servizi igienici dedicati, prevedere il divieto di utilizzo di quelli del personale dipendente e garantire una adeguata pulizia giornaliera

  • Pulizia e sanificazione

L’azienda deve assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro (comprese tastiere, schermi touch, mouse), delle aree comuni e di svago e dei distributori di bevande e snack. Nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali, si deve procedere alla pulizia e sanificazione dei suddetti secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute nonché alla loro ventilazione

  • Igiene personale

È obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani con idonei mezzi detergenti messi a disposizione dall’azienda.

  • Dispositivi di protezione individuale

Qualora il lavoro imponga una distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è necessario l’uso delle mascherine e di altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici) conformi.

  • Spazi comuni con accessi contingentati (mense, spogliatoi, aree fumatori)

L’accesso agli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi è contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta e con il mantenimento della distanza di sicurezza di un metro tra le persone.

  • Organizzazione aziendale (turnazione trasferte e smart working)

Limitatamente al periodo dell’emergenza Covid-19, le imprese potranno:

– disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o, comunque, di quelli dei quali è possibile il funzionamento mediante il ricorso allo smart work, o comunque a distanza.

– rimodulare i processi produttivi.

– assicurare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione con l’obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili.

– utilizzare lo smart working per tutte quelle attività che possono essere svolte presso il domicilio.

– utilizzare in via prioritaria gli ammortizzatori sociali o se non fosse sufficiente utilizzare i periodi di ferie arretrati e non ancora fruiti.

– annullare o comunque sospendere tutte le trasferte e i viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordati o organizzati. Non sono consentite neanche le riunioni in presenza (solo quelle urgenti ma con un numero ridotto di persone e a un metro di distanza interpersonale).

9) Gestione entrata / Uscita dipendenti

Si favoriscono orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa). Ove possibile dedicare accessi e uscite differenti e garantire la presenza di detergenti.

10) Spostamenti interni, riunioni eventi e formazione

Limitare al massimo gli spostamenti interni e le riunioni. Ove necessarie garantire il distanziamento interpersonale e la pulizia e aerazione degli ambienti. Il mancato completamento della formazione non comporta l’impossibilità di continuare nello svolgimento dello specifico ruolo.

11) Gestione di una persona sintomatica

Nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria come la tosse, lo deve dichiarare immediatamente all’ufficio del personale. Si dovrà procedere al suo isolamento e a quello degli altri presenti dai locali. L’azienda avverte immediatamente le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il Covid-19 forniti dalla Regione o dal ministero della Salute. L’azienda inoltre collabora per la definizione degli eventuali contatti stretti. È costituito in azienda un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del Rls.

12) Sorveglianza sanitaria

La sorveglianza sanitaria deve proseguire nel rispetto delle misure stabilite dal Ministero della Salute. Il medico competente collabora con il datore di lavoro al fine di integrare e proporre le misure volte al contenimento del virus e segnala all’azienda situazioni di particolare fragilità o patologie.

13) Aggiornamento del protocollo di regolamentazione

È costituito in azienda un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del RLS.

Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro